Il diciannove settembre possiede il passo misurato di chi non ha più bisogno di sbandierare l'estate per farsi valere. L'aria del primo mattino si è fatta tersa, le ombre si allungano con un garbo sconosciuto alla canicola di agosto e persino il primo caffè sembra pretendere una sosta più meditata prima di buttarsi nella mischia del giorno.
Per il calendario liturgico questo è indissolubilmente il giorno di San Gennaro, vescovo di Benevento e martire sotto le persecuzioni di Diocleziano, la cui liquefazione del sangue rinnova a Napoli un rito identitario dove fede, consuetudine e speranza popolare si intrecciano da secoli: auguri sentiti a quanti portano il nome di Gennaro e Gennara. Accanto a lui si ricorda Santa Emilia de Rodat, figura appartata ma tenace, dedita alla cura e all'istruzione dei fanciulli più fragili.
La memoria storica del 19 settembre custodisce autentici lampi di genialità e progresso. Nel 1783, davanti a Luigi XVI e alla corte di Versailles radunata con il fiato sospeso, i fratelli Montgolfier fecero librare in cielo la prima mongolfiera con passeggeri viventi a bordo: una pecora, un'anatra e un gallo, pionieri involontari del volo umano tornati a terra incolumi. Nel 1893, con la firma dell'Electoral Act, la Nuova Zelanda divenne invece il primo paese al mondo a concedere il diritto di voto a tutte le donne, aprendo una breccia decisiva nella storia della democrazia moderna.
Questa data ha dato i natali a personalità che hanno lasciato un'impronta duratura nella cultura: William Golding, premio Nobel per la letteratura e implacabile anatomista dell'animo umano nel suo celebre romanzo, l'attore britannico Jeremy Irons, maestro di ironia sottile e voce inconfondibile, e Twiggy, il cui sguardo e la cui linea essenziale hanno ridefinito per sempre l'estetica visiva degli anni Sessanta.
Che questo diciannove settembre regali la serenità di una schiarita inaspettata e il passo tranquillo per assaporare ciò che c'è di buono nella giornata che si apre.